…difficile superare un sentimento, ancor di più provare a reprimerlo…

…chissà quante lettere come questa sono state e saranno cestinate…
Di solito questa è la classica situazione che estrapolata dal suo contesto definirei paradossale, ma quando ti trovi a dover giudicare un atto così estremo, la prima cosa che cerchi di fare è proprio provare a definire dei parametri nei quale trovare un’eventuale giustificazione.
Ovvio che ne scaturisca una forzatura, ancora più ovvio è il fatto che, consapevole della violenza verso l’analisi e soprattutto verso la tua normale percezione degli eventi, ti senta in qualche modo un coglione. Come si può agire in maniera così efferata e poi sul pianerottolo , in attesa dell’ascensore far finta di nulla. “Oggi la giornata promette bene! Quando si riesce anche a trovare il tempo di farsi la barba…” Ma brutto stronzo, hai appena massacrato tua moglie, magari dopo averla costretta pure a scopare e mi porgi il tuo sorriso da beota soddisfatto? Non so cosa mi abbia trattenuto, forse proprio la voglia di fargliela pagare una volta per tutte! Eh si perchè quella situazione secondo noi andava avanti da anni, quella povera donna costretta a portare gli occhiali scuri pure nelle sere d’inverno, a camminare sempre a testa bassa per non incorrere nell’obbligo del saluto di circostanza, quella vittima predestinata alla rassegnazione a mala pena riusciva a comunicare imbarazzo e inadeguatezza: mai una parola, mai un sorriso, ma neanche una smorfia di dolore o un esternazione dell’angoscia che comunque si riusciva a sentire da tante altre piccole impressioni; il corpo ad esempio, come dicevo prima, una postura innaturale verso il basso quasi a voler parlare con la terra , unica solida certezza sotto i suoi piedi.
Li sentivamo litigare…dalla finestra della cucina erano circa cinque metri, una visuale privilegiata ad angolo retto dai nostri occhi! Quella era plausibilmente la camera da letto, ma noi la chiamavamo la sala delle torture; quando eravamo più piccoli, le nostre menti immaginavano uscire di lì rumori di seghe elettriche e martelli pneumatici, pensavamo alle pareti chiazzate di sangue e una volta mio fratello cercò persino di convincermi che là dentro ci fosse un frigorifero con dei resti umani: mi giurava di aver visto una testa congelata!
Oggi posso tranquillamente sostenere la tesi che l’immaginario infantile è veramente potente, ma non posso non pensare a quella camera come la “nostra” stanza delle torture, oggi più che mai, proprio questa mattina…ho le prove, perchè, brutto bastardo, ti ho visto! Oggi quei cinque metri di distanza nel vuoto di ben otto piani, ti hanno forse salvato la vita, ma non impediranno che tu paghi ora e per sempre la tua esistenza maledetta!
Mi toccai le tasche dei jeans come a cercare qualcosa, poi rivolsi lo sguardo verso di lui, e, ricambiando la sua consueta falsità dissi “cavolo, invece io non riesco proprio a ottimizzare i tempi, ho lasciato pure il cellulare all’ingresso! Vada pure non si preoccupi!
Erano le 18,30 circa quando sul pianerottolo si sentì una gran trambusto…
bisio e la location fanno dimenticare alcune scelte non proprio azzeccate,
ma, nel complesso, ci si fa quattro risate!
sarà la pioggia, il cambiamento di temperatura,
ma oggi proprio non va!
mi sento insofferente…
tutto sembra poco chiaro,
volutamente offuscato.

LOOP NUMERO 10 “GIU’ LA TESTA” DIRITTI E IDENTITA’ MESSI IN SALDO
“Siamo nati al centro del Novecento. Abbiamo sempre cercato di spingerci fuori, più lontano, più in alto di quel punto: ora dobbiamo esercitare il massimo dell’impegno, affilare una disciplina efficace, per non ritrovarci uomini del secolo scorso. Occorre imparare di nuovo, riprendere in mano i libri, riportare il culo in strada”. Così ci ha ammonito Wu Ming 5 e così Loop ha riportato il culo per strada. Complice l’estate, siamo andati verso Sud… [continua sulla rivista…]
INDICE:
FOTOREPORTAGE
Un potere responsabile o una responsabilità senza potere? Un’indagine visiva di Kairos Factory
FIGHT CLUB
In Messico, da quando è stato eletto presidente Felipe Calderón, è in corso una vera e propria guerra. Decine di migliaia di cadaveri. È la guerra al narco. Hanno le loro città, i loro miti, le loro canzoni. Un viaggio tra Culiacán e Tijuana e una domanda: è questa la rivoluzione che tutti aspettavano in Messico?
Le vicende legate alla legge anti-immigrazione SB 1070 testimoniano l’impasse della Casa Bianca di fronte alle problematiche legate alla violazione dei diritti dei migranti.
PIANETA TERRA
Le polemiche suscitate dal progetto di costruzione di una presunta moschea nei pressi di Ground Zero denunciano la fragile “pancia” della democrazia occidentale, non solo di quella americana.
Come cambia l’Italia che non cambia
La crisi ha cambiato l’assetto delle relazioni industriali: le imprese hanno aumentato la produttività riducendo il personale e una quota consistente di reddito si è spostata dai salari al capitale. È dinanzi a questa catastrofe che si misura l’inadeguatezza dei nostri governanti.
Coadiuvata dall’opinione di Bologna e Fumagalli, Loop prova a capire in che modo “i nuovi invisibili”, cioè i lavoratori autonomi di terza generazione, stiano subendo le conseguenze della crisi.
Il rapporto tra Sergio Marchionne e gli operai di Pomigliano non è altro che lo specchio del tempo in cui viviamo. Un’era in cui il lavoro è diventato una variabile come le altre, in cui ciascun è solo di fronte al capitale globalizzato.
Incertezza, instabilità, disuguaglianza: questi gli elementi che rendono sempre più incerta la domanda e sempre più radicale la crisi. Che il tanto vituperato welfare sia ancora un ottimo strumento per affrontarla? Un’intervista a Felice Roberto Pizzuti.
Il ventennio di Berlusconi potrà diventare un ricordo del passato solo se nel paese la sinistra sarà in grando di innescare un processo nuovo, democratico e partecipativo che chiuda definitivamente con una concezione oligarchica ed elitaria della politica e si misuri con la costituzione di una Terza repubblica fondata sulla cittadinanza.
L’attuale impasse economica non è accidentale, ma accompagna la fine di un paradigma. Una vera strategia di uscita da un sistema al capolinea dovrà investire su tempi e pensieri lunghi, e sulla nuova gestione delle risorse naturali e intellettuali.
A dieci anni dal biennio anti-globalizzazione di Seattle, Praga e Genova, sembrano avverarsi le premonizioni del movimento altermondista. Il crollo dell’egemonia neoliberista e l’acuirsi delle disuguaglianze sociali aprono il campo a iniziative politiche radicali per la trasformazione dell’Italia.
REPORTAGE
Scatta il rosso al semaforo che separa il viale Fernando de la Cruz dall’entrata della “villa miseria” più grande della capitale argentina: El Pelu, Jonathan e Maria si muovono rapidamente fra le macchine ferme al semaforo e gli sguardi diffidenti dei loro passeggeri.
OUTLAW – STORIE FUORILEGGE
Inizia il nostro viaggio alla scoperta degli illegalisti francesi: bombaroli, ribelli e ladri di vita.
POLIFONIE
La misura, la collettività, il senso dell’umorismo: per non rinunciare alla figura eroica in narrativa.
SPORT
Gli amici, l’amore, la comunità, la ribellione esistenziale. E la voglia di “andare al di là”, nell’asfissia cosentina degli anni Ottanta. Ma oggi? C’è un futuro possibile per il mondo ultras?
Loop incontra Lorenzo Contucci, “avvocato degli ultras” e supporter romanista. Da sempre in prima fila contro la Tessera del tifoso, ci dice la sua sulle ultime disposizioni riguardanti gli stadi italiani.
La ricerca della felicità ai tempi della Svolta: con la Fede dei nostri Padri, sotto le Due Torri.
LOOP CONSIGLIA
SUBWAY
CINEMA
Marco Amenta porta negli USA la storia di Rita Atria, da “figlia di mafia” a collaboratrice di giustizia.
LETTERATURA E NARRAZIONI
LOOP COMIX
STORIE E MEMORIE
Loop ha incontrato Diego, pronipote dei due leggendari fratelli Enrique e Ricardo Flores Magón, giornalisti e rivoluzionari che da liberali si riscoprirono anarchici.
ES
Ascoltavi le mie grida e spiavi le mie rughe,
seduto su uno scoglio, annusavi le mie lacrime.
Ti ho fatto pena, forse, ma non hai smesso di guardare.
Hai pensato bene di evitare ogni possibile rischio
e mi hai lasciato piangere a pochi metri da te
fino a che le lacrime hanno inondato il mare.
Sale su sale e tutto si fa più leggero,
metti gli occhiali da sole e volgi il tuo sguardo un po’ più in là;
un’altra barca, un altro giro sulla tua bella giostra.